Veneziani, popolo di santi, poeti e navigatori

“Veneziani, popolo di santi, poeti e navigatori”.
Quante volte abbiamo sentito recitare questo detto, quanto mai vero, poiché la storia della Serenissima Repubblica di Venezia, una delle Repubbliche Marinare d’Italia, sono state segnate dalla presenza al loro interno di figure iconiche, che ricordiamo tutt’ora. Venezia nel periodo che va dal 797 d.C. a 1797 è stata centro culturale, commerciale, religioso e naturalmente governativo, che ha ospitato persone illustri che molto hanno dato e lasciato alla civiltà contemporanea.

Santi

I santi che vegliano su Venezia sono ben 25, ma i più famosi sono San Teodoro d’Amasea e San Marco, i due Santi Patroni della città, cui sono dedicate due colonne in Piazza San Marco, davanti la chiesa omonima. La prima, raffigurante un guerriero che uccide un drago, è per San Teodoro, che secondo la simbologia, da martire combatté il maligno (il drago) per aver rinunciato di fare sacrifici alle divinità romane, professando invece la religione cristiana. La seconda, il Leone Alato, detto anche Leone Marciano, simbolo della città e della Regione Veneto, è il monumento a San Marco, che si festeggia il 25 aprile, le cui spoglie sono custodite a Venezia, riportate dai mercanti Veneziani, in quanto fu evangelizzatore della città lagunare. È raffigurato con un libro, la Bibbia, con la frase che gli fu detta da un angelo in sogno: “Pax tibi Marce evaneglista meus”, ovvero “Pace a te Marco Evangelista mio”. Il Leone rappresenta la forza, mentre le ali sono quelle dell’angelo.

Poeti

La cultura è di casa a Venezia. Lo splendore della città e della Repubblica in generale hanno attirato (e attirano tutt’ora) scrittori, artisti e poeti. Le poesie, così come le commedie, erano a Venezia un modo di raccontare la vita quotidiana.
In questo contesto si inserisce Carlo Goldoni, noto scrittore e regista teatrale, che nelle sue commedie raccontò delle vicende e delle personalità che durante il suo tempo si sono succedute in città.
Alcuni esempi sono “Arlecchino servitore di due padroni”, “I Pettegolezzi delle Donne”.
Venezia in generale fu la patria e il luogo di abitazione di numerosi ed illustri letterati di ogni epoca, che la scelsero per una vacanza o per un soggiorno lavorativo, con lo scopo di scrivere le opere di cui oggi possiamo leggerne i testi.
Esempi sono “Lucrezia Borgia” di Victor Hugo, “Otello” di William Shakespeare, “Marino Faliero, Doge di Venezia” di George Gordon Byron.  Non solo, fu anche sede temporanea per musicisti e librettisti, come Mozart, che secondo la tradizione qui conobbe Lorenzo Da Ponte, librettista, che gli fece conoscere il vino Marzemino, da cui nacque l’ispirazione per il “Don Giovanni”. In questa opera è citato appunto “l’eccellente Marzemino”.

Navigatori

Venezia è stata la patria di uno dei navigatori più famosi al Mondo, Marco Polo nato nella città nel 1254, che nei suoi viaggi da mercante visitò molte mete del Mediterraneo, ma soprattutto la Cina, diventando nel 1275 persino “messere” cioè inviato del Gran Khan cinese a visitare le varie zone dell’Impero. Nel libro “Il Milione”, così chiamato in onore del soprannome della sua famiglia “Emilione”, scritto nel 1298, in seguito a questo viaggio descrisse gli usi e i costumi di quel Paese lontano, raccontando anche dell’equilibrio tra gli Imperi asiatici. Il titolo originale fu inizialmente “De Merabilibus Mundi” (il Mondo Meraviglioso)” in memoria di quanto aveva visto nelle terre lontane dalla sua Venezia.

…e naturalmente viticoltori

fioritura

La coltura della vite era assai diffusa durante Serenissima Repubblica, soprattutto nelle isole della Laguna e nella terraferma intorno alla città. Ogni famiglia possedeva un orto-giardino nel quale era prodotta l’uva necessaria al vino per l’autoconsumo familiare. Nello stesso territorio oggi si trovano testimonianze di questo passato ma ben proiettate al futuro, tutelate dalla denominazione Venezia DOC, che comprende diverse aree della pianura trevigiana e veneziana, oltre che le colline della provincia di Treviso. Tra i vitigni coltivati ci sono Tai, Verduzzo, Glera, Raboso, Marzemino, alcuni dei vitigni della storia enologica di Venezia.

 

Credits: Foto: visitvenezia.eu; wikipedia.org; arte.it; Luca Aless;  Testi: Consorzio Vini Venezia