Il Panevin, una tradizione secolare veneziana

Il Panevin una tradizione secolare veneziana. Si tratta di una riccorrenza iniziata probabilmente nel periodo dei Celti, con lo scopo di festeggiare sia la fine delle festività di Natale, sia il Nuovo Anno con un augurio di abbondanza.
Durante questa celebrazione, diffusa poi dai Veneziani della Repubblica di San Marco, in tutto il Centro Nord e Nord Est Italia (detto appunto territorio delle Tre Venezie, poiché erano possedimenti Veneziani al tempo), si usa bruciare una catasta di legna e frasche alla sera della vigilia dell’Epifania, in segno di dimenticare il passato, preparandosi all’anno venturo.
Durante l’ardore del fuoco, le direzioni delle faville e del fumo, secondo usanza locale, sono interpretate dai contadini locali per capire se l’anno che inizia sarà ricco per i raccolti oppure scarso.
Il rito dei fuochi è anche un momento in cui la comunità si raccoglie per stare in compagnia e salutare insieme il termine dei festeggiamenti natalizi.

I detti popolari

Esistono appunto, una serie di detti popolari, di cui quello Veneziano recita:
“Fuive verso sera, poenta pien caliera. Fuive verso matina poenta molesina. Fuive a meodì, poenta tre olte al dì. Fun a bassa, poenta pien cassa.”

Tradotto in italiano significa:
“Faville verso ovest, calderone pieno di polenta. Faville verso est, polenta molliccia. Faville verso sud, polenta tre volte al giorno. Fumo verso sud, cassa piena di polenta.”

Invece a Treviso, altra città controllata a suo tempo dai Veneziani (e oggi parte del territorio tutelato dalla denominazione Venezia DOC), si usa cantare davanti il bruciare della legna vecchia:
“Pan e vin, ła pinsa soto el camin. Faive a ponente, panoce gnente, faive a levante panoce tante”.

Tradotto in italiano significa:
“Pane e vino, la pinza sotto il camino. Faville a ponente pannocchie niente, faville a levante pannocchie tante.”

Ad ogni festa il suo vino

La pietanza tipica in questa festività è la “pinza” detta in veneziano “pinsa”: un dolce a base di pane raffermo, frutta candita, fichi secchi, uva passa e semi di finocchio, abbinata ad un vino rosso locale, di media struttura come il Merlot Venezia DOC.

(fonte: VeganBlog)

Si tratta di un vino con una colorazione rosso rubino intenso, vivace, piacevole. Ci colpisce con il profumo di piccoli frutti rossi di bosco e ciliegie, danno spessore le note vegetali di erba appena tagliata, un leggerissimo sentore di peperone verde e infine un sottofondo minerale. L’assaggio è piacevole, non aggressivo, con tannini rotondi ed eleganti, equilibrata sapidità.

vino

Il falò dell’Epifania, una festa per tutti con la Befana e la Regata a Venezia

Il falò dell’Epifania è da sempre una festa anche per i più piccoli: durante la serata infatti, arriva la Befana, una signora in abiti semplici, da metà anziana e metà strega che porta omaggi ai bambini, soprattutto dolci per far ricordare loro il periodo delle festività di Natale con un piacevole dono.
A Venezia, nel giorno dell’Epifania, ci sarà la tradizionale regata delle Befane che si ripete in Canal Grande del 1978: si corre su mascarete coa scoa, (barche tipiche con la scopa, in ricordo appunto della Befana che si dice arrivi nelle case dei bambini su una scopa volante” con arrivo a Rialto e successiva festa per tutti.

(fonte: Il Gazzettino)