Wine Tour Venezia – culture e tratte d’oriente

Venezia è stata una delle poche città in passato ad avere rapporti pacifici e commerciali con l’oriente, come testimonia il celebre libro il Milione di Marco Polo. Qui in città sono presenti storiche comunità che hanno contribuito con la loro cultura a formare non solo i piatti della tradizione ma anche alcune e parole tipiche del dialetto veneziano.

Partendo dalla stazione e P.le Roma si prosegue dritto in direzione Strada Nova, la quale deve il suo nome a Napoleone, fu infatti una delle ultime vie realizzate proprio dallo stesso, il quale, dovendo passare con i cavalli, creo una strada larga alla moda dei boulevard francesi. Cominciate il vostro tour con una breve sosta, abbracciate la tradizione con “un goto” (un bicchiere) di Pino grigio o di chardonnay alla Trattoria da Vittoria. Passando il ponte delle Guglie, riconoscibile dalle sue gugliette a inizio e fine ponte, vedrete sulla vostra sinistra una riva d’acqua dalla quale si accede al più antico ghetto ebraico d’Europa.

Ghetto infatti è la parola veneziana che indica la fonderia, area su cui si sono insediate le prime comunità ebraiche della città. Gli ebrei furono una delle comunità storiche della città, e appartenevano a due grandi ceppi: quelli spagnoli, che commerciavano stoffe e preziosi unguenti con gli arabi, e quelli tedeschi, che commerciavano il legname. Se passate il sabato, potrete vedere la ridente comunità festeggiare lo “Sabbaht”, il giorno di riposo e del signore. Splendide le sinagoghe che si celano dietro questi edifici, i più alti di Venezia.

Proseguendo potrete facilmente arrivare alla fondamenta della Misericordia che recentemente si è ripopolata di giovani veneziani, in questo luogo potrete percepire i profumi etnici camminando per le calli che provengono dai diversi locali. Qui arriverete a Palazzo Mastelli o del Cammello, che lega la sua storia all’arrivo di tre mercanti turchi in città intorno al 1112. Non è tutto ma proprio qui vicino si trovava anche la casa del celebre pittore Tintoretto. Tornando a Strada Nova arrivate fino a dove, sulla vostra sinistra, non vedrete la Fondamenta di San Felice che dà sul canale. Una volta giunti potrete rifocillarvi da “vini da Gigio” storico luogo in cui bere e mangiare come da tradizione. Da assaggiare un buon cicchetto accompagnato da un fresco calice di chardonnay.

Per chi vuole assaggiare una ricetta tradizionale veneziana, nata dall’incontro tra Venezia e la cultura ebraica, può provare le mitiche sarde in saor. Lasciata la bella osteria, potete proseguire il “bacaro tour” facendo una sosta al “Vecio Bragosso” dove potrete degustare un bicchiere di Pinot Grigio accompagnato da un piatto a base di pesce. Continuate la passeggiata fino a superare la Chiesa dei Santi Apostoli e la bellissima Chiesa dei Miracoli realizzata dal Sansovino, arriverete di fronte alla splendida Scuola grande di San Marco, ora ospedale della città. Qui potrete ammirare i trompe-oeil marmorei della facciata realizzati con i marmi provenienti da Costantinopoli.
Prendete Calle Vessier e andate alla ricerca della libreria più originale di Venezia , l’Acqua Alta. Quest’ultima prende il nome dai mille libri che, lasciati accatastati da moltissimi anni, vengono sommersi durante le maree che colpiscono la città, diventando duri come la pietra. Passate per calle lunga Santa Maria Formosa e poi per Bogolocco, arriverete giusto per rifocillarvi con un piatto di “bigoi in salsa” (piatto di vaghe origini ebraiche) e con un buon Pinot Grigio o una bollicina Doc Venezia all’osteria Al Portego.

LOCALI, OSTERIE, ENOTECHE CHE POTRETE TROVARE LUNGO L’ITINERARIO:

Trattoria Vittoria da Aldo
Vini da Gigio
Vecio Bragosso
Al Portego