Pinot Grigio Doc Venezia

Descrizione generale

Le origini di questo vino si possono ricondurre in Germania ed in Francia, coltivato con successo in Alsazia, Borgogna e Champagne, zone con climi abbastanza freddi ed in terreni ricchi di carbonato di calcio (caranto).

In Italia pare sia stato importato dal generale Sambuy di Torino nella prima metà dell’800 durante le guerre d’indipendenza, guerre che portarono alla creazione dell’Italia.

Giunsero quindi queste vigne nel territorio dell’allora Serenissima Repubblica e qui, nella zona di Lison Pramaggiore, trovarono le condizioni ideali per esprimere tutta la loro personalità. Il Pinot Grigio, già conosciuto e bevuto dai veneziani, entra così nella viticultura di queste terre. E’ in quest’area che si coltiva infatti più dell’80% della produzione nazionale e rappresenta il più esportato Pinot Grigio nel mondo.

Doc Venezia lo ha selezionato per questa sua rappresentatività storica e territoriale.

Caratteristiche

Pinot grigio, per avere nel calice il meglio della produzione vinicola veneziana.

Si presenta con un colore che varia dal giallo paglierino al ramato a seconda della sosta sulle bucce, con spiccate note floreali e fruttate in cui si riconoscono fiori di sambuco e di ginestra, seguiti da pera Williams ed ananas, talvolta accompagnati da profumi terziari se viene effettuata anche una sosta in botte.

Un Vino nobile e di buona struttura da bere fresco e giovane ma che si presta anche ad un discreto affinamento con buona soddisfazione.

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Quando bere il Pinot Grigio?

Se durante i pasti è immancabile,  il Pinot Grigio è diffuso tra i veneziani “old style” che ne ordinano un bicchiere a metà mattina o metà pomeriggio per spezzare la fame assieme ad un tradizionale cicchetto. Un modo simpatico per ingannare i ritmi frenetici quotidiani e scambiare due chiacchiere con l’oste.

Polenta con baccal , fuoco selettivo

Abbinamenti consigliati

Il Pinot Grigio vanta un ventaglio di abbinamenti notevole visto che si accompagna armonicamente sia ad affettati (un crostino con il prosciutto crudo), sia al pesce (ottimo con il branzino al forno, il tradizionale baccalà mantecato o la sarda in saor), ma anche a carni bianche (faraona e pollo).